INCAUTI OFF - La tenebra della certezza
Categoria
PAROLE
Data
2017-02-25 21:00
Liberamente tratto da testi di Joyce e Kafka.
Elaborazione drammaturgica e regia di Carlo Sciaccaluga
(laboratorio residenza organizzato da Gli Incauti)
La tenebra della certezza è un progetto drammaturgico che unisce le sensibilità di due grandi scrittori che hanno come pochi saputo raccontare il disagio dell’uomo novecentesco, seppur in maniera diversa tra loro: James Joyce e Franz Kafka. In Esuli, unica opera teatrale del grande autore irlandese, Joyce racconta un triangolo amoroso classico, dove tra moglie e marito si insinua un vecchio amico della coppia. Ma quel che rende estremamente originale (e non potrebbe essere altrimenti, vista la spiccata unicità dello scrittore nel panorama letterario del primo Novecento) il testo di Joyce è il modo in cui i personaggi vivono e vengono raccontati. Il tema del possesso sessuale e sentimentale, mai risolto nella nostra cultura, tanto che dà origine ai tragici fatti di violenza sulle donne di cui dobbiamo quotidianamente leggere, è affrontato in maniera del tutto originale. Basti pensare allo scambio di battute tra Richard Rowan (protagonista della vicenda e figura in parte basata su Joyce stesso) e il figlio bambino, quando il padre dice al figlio: “Tu capisci cosa significa donare una cosa? […] Significa che una volta che la hai donata, la hai donata. Nessun ladro può più portartela via. Sarà tua per sempre una volta che la avrai donata. Sarà tua sempre. Ecco cosa vuol dire donare.” Per Joyce pensare e amare sono una sola cosa, l’emozione e la coscienza la stessa malattia, il cuore e la mente lo stesso pulsante organo.
Dall’altra parte, un testo molto diverso, ma intrecciato a quello di Joyce in una nuova creazione drammaturgica: il racconto Nella colonia penale di Franz Kafka. Un viaggiatore, antropologo dilettante, un giorno si ritrova su un’isola sperduta in mezzo all’oceano. Sull’isola una colonia penale, di un non precisato stato europeo. I condannati sono vittima di una barbarica usanza legale, vengono giustiziati con una macchina che incide lentamente, passaggio dopo passaggio, la colpa del condannato sul suo stesso corpo. Con un ago che ne penetra la carne. Ma perché sarà il giudice stesso a sottoporsi a questo supplizio? Kafka costringe lo spettatore a non distogliere gli occhi dalla mostruosità della violenza dell’uomo sull’uomo. Decine di milioni di esseri umani, mentre noi assistiamo a uno spettacolo in teatro,
subiscono le torture indicibili della guerra. E se Joyce è indulgente con le debolezze dell’essere umano, mentre Kafka ne condanna la bestialità intellettuale e morale senza riserve, entrambi affrontano in fondo lo stesso tema: l’eterna lotta dell’uomo contro l’uomo. Chi ha potere contro chi non ne ha, l’uomo contro la donna, l’essere umano contro l’essere umano. Una lotta che può avere esiti drammatici, ma anche felici, e necessari, se condotta con la forza che deriva dall’accettare che nella vita, la cultura del dubbio può essere una grande risorsa. Come una luce che splende nelle tenebre. La tenebra del bianco e la tenebra del nero, che possono convivere solo se intrecciati.
Dall’altra parte, un testo molto diverso, ma intrecciato a quello di Joyce in una nuova creazione drammaturgica: il racconto Nella colonia penale di Franz Kafka. Un viaggiatore, antropologo dilettante, un giorno si ritrova su un’isola sperduta in mezzo all’oceano. Sull’isola una colonia penale, di un non precisato stato europeo. I condannati sono vittima di una barbarica usanza legale, vengono giustiziati con una macchina che incide lentamente, passaggio dopo passaggio, la colpa del condannato sul suo stesso corpo. Con un ago che ne penetra la carne. Ma perché sarà il giudice stesso a sottoporsi a questo supplizio? Kafka costringe lo spettatore a non distogliere gli occhi dalla mostruosità della violenza dell’uomo sull’uomo. Decine di milioni di esseri umani, mentre noi assistiamo a uno spettacolo in teatro,
subiscono le torture indicibili della guerra. E se Joyce è indulgente con le debolezze dell’essere umano, mentre Kafka ne condanna la bestialità intellettuale e morale senza riserve, entrambi affrontano in fondo lo stesso tema: l’eterna lotta dell’uomo contro l’uomo. Chi ha potere contro chi non ne ha, l’uomo contro la donna, l’essere umano contro l’essere umano. Una lotta che può avere esiti drammatici, ma anche felici, e necessari, se condotta con la forza che deriva dall’accettare che nella vita, la cultura del dubbio può essere una grande risorsa. Come una luce che splende nelle tenebre. La tenebra del bianco e la tenebra del nero, che possono convivere solo se intrecciati.
INCAUTI OFF Rassegna di teatro contemporaneo, quattro appuntamenti presso Torri dell’Acqua.
Info: Teatro Consorziale di Budrio
Tel. e Fax 051 801300 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Altre date
- 2017-02-25 21:00
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